L'ordine dei Padri Trinitari
L’Ordine venne fondato dal francese Giovanni de Matha (1154-1213) con una propria Regola e approvato da Papa Innocenzo III nel 1198 con la bolla “Operante divine dispositionis”.
Cofondatore dell’ordine è considerato Felice di Valois, compagno di Giovanni di Matha nella zona di Cerfroid, presso Meaux. A Cerfroid, infatti, si stabilì la prima comunità trinitaria che è considerata la “casa madre” dell’Ordine.
Giovanni di Matha intendeva fondare un nuovo e originale progetto di vita religiosa, con aspetti profondamente evangelici, nella Chiesa, unendo il culto alla Trinità all’opera di liberazione dalla schiavitù, in particolare il riscatto dei cristiani caduti prigionieri dei mori.
Infatti, il motto dell’ordine è: “Gloria a te Trinità e redenzione degli schiavi” mentre l’icona rappresentativa dell’Ordine rappresenta un Cristo nel gesto di liberare due schiavi, uno moro ed uno bianco, ancora con le catene e i ceppi ai piedi.
La nostra missione
La liberazione dei perseguitati e degli schiavi, l’eliminazione delle nuove forme di schiavitù, di oppressione, di violenza e la promozione della solidarietà e della comunione segnano da secoli l’opera dei religiosi appartenenti a quest’Ordine, presente in Italia come in molte altre aree del mondo.
I Padri Trinitari in Basilicata
L’impegno dei Trinitari in Basilicata inizia con la realizzazione del Centro di riabilitazione “Ada Ceschin Pilone” di Venosa, che viene autorizzato in data 26 febbraio 1970 dall’ufficio medico-provinciale di Potenza ad erogare servizi per il recupero delle persone con disabilità.
Negli anni a seguire, il centro sottoscriverà diverse convenzioni per l’erogazione dei propri servizi, oltre all’accreditamento regionale ed istituzionale di II e I livello.
L’Operatore dei Trinitari
Se il “lavoro educativo” fosse un mestiere come un altro, parleremmo semplicemente di deontologia, ossia dell’insieme dei doveri che il lavoratore deve svolgere per garantire l’effettivo adempimento del proprio compito. Ma qui siamo sul terreno etico, che attiene alle più profonde convinzioni della persona.
L’operatore dei Trinitari deve considerare il suo lavoro come una missione, ossia una professione che, come tale, è risposta ad un mandato e quindi esige un impegno morale, oltre che l’esercizio di doti personali e capacità tecniche.
Questo impegno morale sgorga dal profondo dell’umanità dell’individuo, prima ancora che dal suo “mestiere”.
Dal libro “Le braccia dell’Angelo”
Competenze distintive dell’Operatore dei Padri Trinitari
Padre Angelo Cipollone